Numerose malattie organiche, umane ed animali, manifestano il loro incedere attraverso un indebolimento del sistema funzionale che procede progressivamente lasciando crollare l’intero organismo. Lo stesso funzionamento progressivo lo si può ritrovare, ad esempio, nelle costruzioni. Ipotizzando di voler far crollare una torre, pur avendo a disposizione scarsi mezzi, è possibile raggiungere il risultato scavando sotto, partendo dal basso, erodendo man mano vari punti delle fondamenta, attaccando la parte meno nobile nella struttura: la base. Mai dalla parte alta, poiché è la base che sostiene la parte alta, non il contrario.
Quando viene aggredita la base di un sistema, si sta cercando di gettare giù una struttura, abbattere un organismo, un sistema sociale, una comunità, un sistema giuridico, persino una democrazia, un intero Paese. Quando vediamo messi in discussione i diritti e le libertà dei più poveri, dei più deboli, degli emarginati, dei migranti, potremmo cinicamente pensare che “questo non ci riguarda”, nella misura in cui non rientriamo in nessuna di quelle categorie di esseri umani. Tuttavia, questo pensiero non è cinico, è stupido.
Tutti i dispotismi perseguono il raggiungimento del potere, iniziando a colpire coloro che in quel momento appaio essere i più deboli, i meno tutelati, mentre le altre categorie ancora portatrici di garanzie restano ad osservare senza fare nulla, per divenire necessariamente i prossimi “più deboli” da aggredire. E così via.
Quando vediamo esercitarsi azioni variamente oppressive nei confronti dei poveri, degli ultimi, dei migranti, un sensato pensiero cinico dovrebbe essere quello di tutelarli, per tutelare noi stessi. Sono le cellule più fragili di un organismo, sono parte della base di una struttura sociale.
Nella corrosione di sistemi sociali complessi è inclusa anche quella verso la democrazia, persino verso lo Stato di diritto.
Questa strategia distruttiva è stata costantemente applicata nella storia umana in vari ambiti, e per fini diversi ma spesso simili. Con funzionamenti idonei a produrre risultato in maniera “scientifica”.
Prendendo come spunto un evento che di questi anni, che è facilmente sotto la nostra attenzione, osserviamo il funzionamento di una strategia di induzione e controllo della popolazione volta ad ottenere uno specifico risultato. Appare evidente, a chi ne ha le competenze, la progressione nell’esercizio di una strategia esercitata nel triennio 2020/2022 volta alla diffusione di massa della vaccinazione. Come hanno operato per direzionare la popolazione? Consigliando la vaccinazione prima alle categorie più fragili, quindi alle professioni in ambiti considerati “vulnerabili”, e progressivamente a tutte le altre fasce della popolazione differenziandole successivamente sino a coinvolgerle tutte, associando delle coercizioni e delle forme comunicative sempre più invasive ed impositive, fino a rendere la vaccinazione obbligatoria e ad introdurre dei sistemi sanzionatori.
L’erosione di un gruppo attraverso la frammentazione e l’aggressione di specifiche parti sociali deboli è alla base dell’istaurazione delle dittature. Quando un gruppo dispotico in ascesa riesce a frazionare l’intero sistema sociale in sottocategorie, contrapponendole, disgregandone le connessioni solidali, riuscirà a scalare il sistema e prenderne il controllo. Questo schema di aggressione alla democrazia non è nuovo alle dittature sud americane, come quella del Cile o dell’Argentina, così come è stato alla base dell’istaurazione in Germania del nazismo. Similmente accade con le dittature economiche, ed in tutti quei sistemi regolati da processi cautelativi generali che vengono gradualmente smantellati.
Per frenare queste derive è necessario agire rapidamente, quando ancora esistono dei legami di solidarietà, delle capacità aggregative autotutelanti trasversali, quando sussiste un potere corporativo nazionale, democratico. In altri termini, è l’insieme che tutela la singola parte. Tutti che difendono uno. Sentire una violazione alla propria stessa vita quando vengono violati i diritti delle parti più deboli. Lo aveva già compreso Orazio, ben oltre 2000 anni fa, quando affermava “È in gioco l’interesse tuo, quando brucia il muro del vicino”. Riusciamo a tenere viva questa conoscenza anche per il nostro tempo? Il pastore protestante tedesco, Martin Niemöller, mentre il peggio accadeva, si era espresso con un sermone sull’inattività degli intellettuali tedeschi in seguito all’ascesa al potere dei nazisti e delle purghe dei loro obiettivi scelti, gruppo dopo gruppo. Questo sermone è estremamente noto e racconta benissimo il senso che qui si intende esprimere: «Quando i nazisti presero i comunisti, io non dissi nulla perché non ero comunista. Quando rinchiusero i socialdemocratici io non dissi nulla perché non ero socialdemocratico. Quando presero i sindacalisti, io non dissi nulla perché non ero sindacalista. Poi presero gli ebrei, e io non dissi nulla perché non ero ebreo. Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa».
Le democrazie non vanno lasciate crollare, necessitano di continua partecipazione comunitaria, di impegno e tutela solidale. Basta un minimo di intelligenza, di buon senso, persino di cinismo. Un minimo che non è scontato, che richiede impegno. Mentre le democrazie possono essere erose dalle fondamenta, per ignavia o apatia, instaurando una dittatura; al contrario, una dittatura per essere smantellata richiede sempre conflitto violento, guerra, morte, e perdita di vite.
La libertà richiede costante partecipazione, “liberta è partecipazione” (Giorgio Gaber)
Articolo di F.M.G.
