ECONOMIA ISLAMICA E CATTOLICA

L’economia monetaria è un gioco a somma zero.
Per funzionare, deve rispettare questa sola condizione fondamentale.
In base a questo unico parametro non si generano automaticamente sistemi etici. Tuttavia, in assenza di questo elemento si generano necessariamente dei sistemi di tipo schiavistico-impositivo.
In passato questa informazione era nota a tutti, la conosceva la popolazione, i regnanti, ed i conduttori delle grandi religioni. In realtà i sistemi economici erano meno bugiardi e meno complessi, quindi più facilmente comprensibili.

Alcune religioni hanno chiarissimo, ancora oggi, che l’economia monetaria deve essere a somma 0, alcune altre lo hanno “dimenticato“. I regnanti odierni conosco benissimo questa condizione, e fanno di tutto affinché non si realizzi, la popolazione la ignora e viene tenuta in uno stato di ignoranza.
Di cosa stiamo parlando? Che significa somma 0? Come questo riguarda la nostra vita e libertà?

[Immaginazione 1]
Immaginiamo un sistema in cui non esista denaro.
Fermati un istante, ed immagina.
Immagina.
Immagina un sistema in cui non esista denaro.

In questo gioco il valore della ricchezza monetaria e del credito è 0, similmente la povertà monetaria ed il debito hanno valore 0.
Si tratta di un sistema estremamente semplice di valore monetario 0, la cui somma delle parti è chiaramente 0.
Non c’è credito, non c’è debito. Non esiste povertà di moneta e non esiste ricchezza di moneta.
Sin qua è facile. Continuiamo.

[Immaginazione 2]
Immaginiamo adesso di inserire nel sistema del denaro.
Serve uno sforzo immaginativo, poiché stiamo creando dal nulla del denaro. Il sistema di partenza è naturale, ed è privo di questa creazione mentale. Mentre, noi, adesso, inventiamo il concetto di denaro, e lo inseriamo nel sistema attraverso un articificio immaginativo. Vediamo come.
Supponiamo che 100 monete vengano attribuite all’intera comunità presente nel nostro sistema attraverso una creazione inventata con lo specifico scopo di generare denaro, e che per semplicità chiameremo banca della comunità. Che cosa sta succedendo?
Avendo inserito nel sistema quelle 100 monete, accade che la comunità ha una ricchezza monetaria pari a +100 ed un debito nei riguardi della banca della comunità pari a -100.
Similmente la banca comunitaria ha una povertà monetaria di -100, ed un credito di +100 nei riguardi dell’intero sistema.
Anche in questo caso si tratta di un gioco a somma 0. Se la comunità restituisce le 100 monete alla banca comunitaria non esiste più credito e non esiste più debito, non esiste più ricchezza e povertà monetaria, e mancano totalmente strumenti monetari per articolare le relazioni economiche umane attraverso l’uso della moneta.
Fin qua ci siamo? Pare ancora molto semplice.

[Immaginazione 3]
Aumentiamo il nostro livello di attenzione e la nostra capacità immaginativa.
Immaginiamo di inserire in questo contesto un elemento devastante, molto violento, utile a generare sperequazione. Queste elemento chiamiamolo interesse.
Nella condizione iniziale di partenza verranno date +100 monete alla comunità per le quali però, la banca comunitaria chiede un interesse annuo del 10%. Significa che mentre la ricchezza monetaria della comunità è costituita da +100 monete, il loro debito è di 110 monete. Al contempo la banca comunitaria avrà una ipotetica povertà monetaria di -100 ed un surplus atteso di ulteriori 10 monete, che generano un credito totale di 110 monete.

Se la comunità restituisce le 100 monete alla banca comunitaria non avrà più ricchezza monetaria e mancheranno totalmente gli strumenti monetari, non esistendo più denaro in circolazione. Tuttavia, permane un debito di 10 monete nei riguardi dell’organismo inventato per generare denaro.
La popolazione dove prenderà quelle 10 monete che non esistono in natura?
La comunità dovrà restituirle chiedendo alla banca comunitaria altro denaro (che genererà altro debito), oppure dovrà privarsi di beni materiali o spirituali, di tempo di vita, di tempo lavoro, di libertà, etc. dandoli alla banca comunitaria.

Immaginare un sistema di questo tipo è estremamente pericoloso. Il funzionamento “etico” è determinato dalla classe politica che ha il controllo gestionale della banca comunitaria. Possiamo fare di peggio?
Certo che possiamo.

[Immaginazione 4]
Immaginiamo adesso che la banca comunitaria venga privatizzata, cioè passi dalla proprietà dell’intera comunità alla proprietà di uno specifico individuo. Per semplicità chiamiamo questo individuo Professor Becero Capitalismo.

Questo individuo disporrà di un enorme potere nei riguardi di tutta la comunità, e delle loro formazioni politiche, deciderà quanta moneta fare circolare, e che interesse chiedere sul denaro. Professor Becero Capitalismo non dovrà mai rispondere alla comunità, non sarà sottoposto a processi elettivi di alcun genere. Potrà avere solo dei problemi relazionali all’interno del sistema, o potrà essere ucciso sul piano fisico.

Possiamo immaginare ancora di peggio?
Ovviamente possiamo.

[Immaginazione 5]
Possiamo immaginare che l’individuo proprietario della banca non faccia parta della comunità, che non faccia parte nemmeno del medesimo sistema, che persegua interessi suoi, inconciliabili o persino divergenti da quelli della comunità. Potrebbe persino cambiare nome. Invece che Professor Becero Capitalismo potrebbe farsi chiamare Professor Becero IperCapitalismo. Al contempo cambia il nome della banca comunitaria in banca centrale.
Così è arrivato il momento in cui possiamo peggiorare ulteriormente il processo immaginativo. Possiamo immaginare che il denaro dato alla comunità produca interesse, e che l’interesse produca a sua volta ulteriore interesse. Poiché questa immaginazione ricade sull’intera comunità, per semplicità, la chiamiamo debito pubblico: un eccellente strumento di controllo di pochi su tutti. Un debito pubblico che non è composto da denaro ricevuto, ma da interesse, e da interesse generato sull’interesse.
Insomma: la gioia di ogni usuraio!

Questi ragionamenti basilari, molto semplici, estremamente evidenti, erano (e sono) abbastanza noti tra chi ha competenze anche minime in materie monetarie, economiche, politiche, filosofiche, umanistiche, matematiche ed etiche. L’interesse ha sempre una azione usuraria, a prescindere dal tasso. Più alto è il tasso più è infame.
Il denaro non può e non deve produrre denaro. Si tratta di usura.

In passato, chi deteneva il potere religioso si opponeva in maniera palese e determinata al concetto di interesse,
La chiesa cristiana era usa scomunicare quei regnanti che volessero parlare di interesse, e considerava l’interesse un peccato grave. Citava la Bibbia e le parole di Gesù come limite invalicabile contro delle idee economiche schiavistiche di tipo capitalistico.
Quando la chiesa “cambiò opinione la prima volta” ed aprì “all’interesse” per stimolare le attività economiche, stabili anche la remissione del debito in concomitanza con ogni Giubileo. Troppo violento ed assurdo consentire un sistema totalmente dominato dall’interesse monetario, troppo distante dalla visione cristiana, dall’avversione al Dio Denaro. Durante ogni Giubileo si celebrava anche la remissione del debito monetario.
Quando la chiesa “cambiò opinione la seconda volta“, il passo successivo fu eliminare la remissione del debito e non esercitare opposizione alla nascita di un sistema capitalistico basato sull’interesse sul denaro, e contro gli esseri umani. La Bibbia vieta l’usura.
Diversamente accade nell’Islam, ancora oggi.
Nella finanza islamica è vietata la riscossione di interessi in quanto forma di guadagno non prodotta dall’uomo. Non può essere il denaro a produrre denaro, e non può consolidare posizioni dominanti a vantaggio di chi dispone dello strumento monetario. Il Corano vieta l’usura.

[Immaginazione 1] Condizione Naturale
[Immaginazione 2] Europa antica, Islam attuale
[Immaginazione 3] Italia 1948-1989, socialismo – c.d. Prima Repubblica
[Immaginazione 4] Italia 1989-2000, capitalismo – Fine della Democrazia Cristiana
[Immaginazione 5] Unione Europea, euro, ipercapitalismo.