Di cosa non stiamo parlando?

Di cosa non stiamo parlando? Quali argomenti non entrano nella nostra quotidianità? Se non focalizziamo la nostra attenzione su fatti rilevanti, come potremo conoscerli, prenderli in considerazione, mutarli?

Dagli inizi del 2020, e sin oggi, 14 Agosto 2021, non si parla che di virus e restrizioni insensate. Si tratta di un rumore mediatico continuo, saturante, che non lascia spazio per altro.

Continuerà.

Nel 1992, il 7 febbraio, viene firmato a Maastricht il trattato dell’Unione Europea che di fatto distrugge gli Stati così come li abbiamo conosciuti, aggredisce le democrazie costituzionali e le Costituzioni stesse, impone i due maggiori strumenti di controllo e manipolazione sociale ed individuale: leggi e denaro.

L’euro è la moneta unica europea, Introdotto in via definitiva il 1° gennaio 1999, è necessario per sottrarre la capacità di monetazione degli Stati.

  • Gli Stati privi di moneta non possono, ovviamente, fare politiche monetarie.
  • In assenza di politiche monetarie non si possono fare politiche economiche degne, nemmeno vagamente, di questo nome.
  • Senza politiche economiche non si può fare politica.

Di questo non stiamo parlando!
Non stiamo parlando di una violenza economica etichettata “crisi”, della povertà che ne consegue, della diminuzione del benessere individuale, della disintegrazione programmata del tessuto economico.

Perché?

Non stiamo parlando del fatto che la perdita di capacità politica significa eliminazione dell’autonomia e della capacità di far valere i propri interessi, per il benessere dei popoli. Ha significato non poter scegliere i propri  candidati politici, ma – nella migliore delle ipotesi – trovarli nominati dai partiti oppure (peggio) ritrovare dei governi finanziari, a forte connotazione neoliberista, definiti miseramente “governi tecnici“; ha significato vedere attaccate le strutture istituzionali, così che possano essere più facilmente controllate e più difficilmente ripristinate, riducendo il numero dei parlamentari. Ed ancora, ed ancora, ed ancora ne vedremo.
Perché?

Noi non stiamo parlando dei continui e progressivi inasprimenti dei controlli individuali, geolocalizzazioni delle vite, e riduzioni delle libertà civili, di movimento, di spostamento, di accesso a pubblici spazi, etc.
Accade, nell’incapacità, nel sopito collasso dell’intelletto manipolato, nella mutazione delle coscienza,  nella dimidiata etica dei cuori. Perché?

Perché?
Le risposte ai perché sono sempre molteplici ed articolate, le motivazioni mai sono semplici, uniche ed esaustive.
Ma le domande meritano risposte comprensibili e significative, che sappiano centrare il grosso dell’obiettivo, soprattutto quando è enorme, così gigantesco da apparire invisibile a molti.

Ogni forma d’esistenza fondata esclusivamente o primariamente sulla competizione raggiunge il traguardo che si autoimpone: la natura della competizione, non solo prevede il competere (e quindi conflittualità, guerra, truffa, corruzione, assassinio, falsificazione, progresso tecnologico, furto, crollo etico, ghettizzazione, divisione, etc.) ma prevede anche che qualcuno la competizione la vinca (dittatura) o si avvicini a vincerla (sottomissione e controllo sociale, sperequazioni, ingiustizia, violenza).

La competizione fa parte della natura umana, è una componente molto importante e forte nell’essere umano.

Tuttavia, la competizione è solo una componente della natura umana. Una! Dell’essere umano fa parte la collaborazione, la coesione, l’amore, l’altruismo, le relazioni comunitarie, l’integrazione, etc,

Questi diversi aspetti coesistono nell’essere umano.

Il capitalismo (ed il neoliberismo) si fonda esclusivamente sulla competizione, il cui fine ultimo è conquistare una posizione dominante, maggioritaria ed – in fine – profittare del vantaggio acquisito per raggiungere una posizione esclusiva, assoluta, di imperio assoluto. Il capitalismo è egoistica competizione, non è altro.

Il capitalismo del ‘900 – perché c’era anche nel secolo scorso, non dimentichiamo lo schifo che i dominatori dell’occidente hanno fatto ad Africa, Asia, Centro e Sud America – trovava dei freni nelle regole imposte dagli Stati: democrazia, interessi forti contrapposti, sindacati, informazione diversificata, sussidi, pensioni, welfare, beni comuni, beni indisponibili, tutela delle libertà individuali, tutela dei diritti umani, solidarietà nazionale ed internazionale, etc.

L’avvento violento, antidemocratico e fuori dai processi decisionali popolari, dell’imposizione denominata UE ha lentamente disgregato gli Stati dall’esterno e dall’interno, lasciando spazio al più infame capitalismo, di cui è artefice e conduttrice.
Il processo non è terminato, è in corso.

Così, non ci si sorprenda che non si parli di “crisi”, che le libertà vengano progressivamente ridotte ed i controlli geoanalilocalizzati incrementati. Non ci sia sorpresa nelle narrazioni monodirezionali, nella chiusura delle attività economiche: non è mica un errore, è quello il fine: distruggere e sottomettere. Non ci sia sorpresa per una propaganda stentorea, continuativa, monotona e martellante. Nessuna sorpresa per la scomparsa del welfare, delle tutele, del lavoro, del proletariato, della media borghesia, e presto della borghesia tutta.

Il processo in atto termina con una guerra, o con una enorme rivoluzione del basso verso l’alto, o con una schiavitù globale.
La schiavitù negli Stati Uniti d’America era possibile nel ‘700 e non può esserlo oggi? C’è. Basta guardare!
Hitler è morto, Napoleone deceduto, Gengis Khan polverizzato, quindi non esiste più un potere malefico, cattivo e maledetto? è finito per sempre con loro?
Il genocidio dei nativi americani si è concluso e quindi non è possibile più un simile olocausto?
Il 1º agosto 1945 è passato e con quello le bombe atomiche e miliardi di esseri viventi vaporizzati, così che i governi ora amano e tutelano la vita di tutti gli esseri umani, non fanno guerre, non sterminano, e sono buoni buoni?

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Il capitalismo ed il neoliberismo non prevedono collaborazione, supporto, tutela, relazione, coesione, accordo, affettività, intesa, sentimento, etc.
Il capitalismo è privo di umanità, ed è il male di qualsiasi funzionamento comunitario, soprattutto se deprivato del ruolo regolatore dei Stati e del loro precipuo interesse popolare.

L’UE è una delle massime manifestazione del male.

Di questo non parliamo.
Parliamo di un virus e delle sue discusse conseguenze, come fosse qualcosa d’altro da questa medesima narrazione.

FMG