CAMALEONTISMO CULTURALE DELLE MASSE, L’ESTINZIONE DEL GIOVANE OCCIDENTALE, ED I CANI

I giovani non sappiamo cosa siano.

Non ne abbiamo da molto tempo nemmeno uno. Non riusciamo più ad immaginarli. La questione travalica la mera dimensione anagrafica: è problema di cultura, di questione numerica, di adattamento progressivo. Nel panorama sociale contemporaneo delle società occidentali, assistiamo ad un fenomeno profondo: la scomparsa della gioventù come categoria culturale distintiva, autonoma e riconoscibile.
Non parliamo di semplice conteggio demografico, bensì di una metamorfosi radicale nel modo in cui le generazioni emergenti si percepiscono e si palesano nel consorzio civile.

Nelle masse, il fenomeno dell’adattamento della minoranza alla maggioranza rappresenta un meccanismo antropologico consolidato. Così i giovani, tendono ad assimilare comportamenti, valori e stili di vita tipici degli anziani, sentendoli come “loro”, generando un ambiente ove sono una minoranza anche culturale, emotiva, comportamentale.

Si palesa l’erosione dei tratti distintivi generazionali: la sfrontata presunzione, l’indole ribelle, la propensione al rischio, la baldanza, l’impulso al sovvertimento, la brama di scontro, la frantumazione e l’instaurazione di codici interamente inediti.

Hai mai visto un cane?

I nostri animali domestici guardano la tv, dormono sotto le coperte e non hanno mai scavato una buca nel terreno. Queste aberrazioni sono considerate dalla classe dominante (l’uomo) un aspetto positivo. L’antropomorfizzazione è considerata un valore, pur non essendolo: “vieni dalla mamma“, “è (come) un figlio“, “i miei bambini“.
Li abbiamo trasformati, e ci piace tanto quando il cane fal’essere umano“.

La minoranza debole si è dovuta adeguare alla maggioranza forte.

Qualcosa di simile accade – in occidente – con i “giovani”, da circa 100 anni ormai. Ci piacciono tanto i “giovani” proprio perché non lo sono più. I giovani occidentali sono assennati, seguono le mode degli adulti, sono responsabili, pensano al lavoro, prediligono le poltrone alle sedie, curano la depilazione e radono la barba con regolarità, sono discretamente educati, frequentano corsi e meditano sul futuro.

Nessun autentico giovane contempla il futuro. Il futuro costituisce la categoria cognitiva più tipicamente adulta, spesso senile. Per un giovane, semplicemente il futuro non esiste. Esiste soltanto il presente, un presente perenne in cui essi si sentono immortali ed indistruttibili. Quando hai davvero 15 anni sai che vivrai per sempre, e puoi stare in pantaloncini corti in inverno.

I veri giovani non pensano che il mondo stia finendo per la crisi ambientale, non pensano proprio alla fine del mondo, poiché loro non moriranno mai.

Per cercare un vero giovane è necessario andare in Asia, in alcune parti del Sud America, in buona parte della Cina, o in India. Molto più spesso in Africa.

FMG